Nella notte del 31 ottobre corre la ricorrenza di Halloween, una festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti, ma che lentamente viene festeggiata anche in alcune regioni e paesi del vecchio continente. Usanze tipiche come partecipare a parate o sfilate in costume, intagliare una zucca, allestire un falò, dove si preparano i Marshmellow, cioè del zucchero filato con cioccolata e biscotti, visitare attrazioni collegate a fantasmi e spiriti in case dell’orrore o cacciare gli spiriti, fare scherzi, guardare film dell’orrore e, soprattutto, partecipare a “dolcetto o scherzetto” nel proprio vicinato.
Quest’anno, alla fine di ottobre, quando i prati erano ancora coperti di erba fitta e gli alberi ancora pieni di foglie di ogni colore, improvvisamente il tempo mutò e ciò che avrebbe dovuto essere una tipica giornata autunnale, fredda e con previsione di pioggia si rivelò tutt’altro. Il tempo, o forse gli spiriti, hanno giocato uno scherzo alla East Coast Americana. Il fine settimana precedente alla ricorrenza di Halloween, in una giornata sono caduti cinquanta centimetri di neve, causando il caos totale nel nord-est della costa Americana, fra New York e Quebec. Secondo gli esperti la perturbazione può essere definita “storica”, per quanto riguarda la neve e i danni. Due milioni di persone, tra cui pure io, sono rimasti al buio per giorni, chi pure per settimane, senza elettricità, internet o altre comodità del ventunesimo secolo. C’è chi ha dovuto andare a dormire o mangiare nei rifugi. Si sono dovute chiudere le scuole per una settimana e annullare la ricorrenza tanto amata dai bambini del “dolcetto o scherzetto”.
Due settimane dopo la grande bufera, la maggior parte dei danni sono stati riparati e quindi uscire di casa non era più ritenuto estremamente pericoloso. Finalmente era arrivato il giorno di lasciar festeggiare “dolcetto o scherzetto” ai bambini, anche se, in modo un po’ diverso dal solito. La comunità di Barkhamsted, dove vivono i miei cuginetti Maggie, Ben e Brandon, con i quali ho avuto l’opportunità di assistere a questa festività americana, ha optato per una variante nuova, abbandonando il tradizionale “dolcetto o scherzetto”, dove i bambini vanno di casa in casa a farsi dare caramelle. Trunk-or-treat (“bagagliaio o dolcetto”) è la nuova versione di “dolcetto o scherzetto”; in questo caso i residenti di una comunità o di un vicinato si danno appuntamento su un piazzale o un grande parcheggio con le proprie macchine. Dopo aver parcheggiato le macchine in fila, i proprietari hanno il tempo di decorare il bagagliaiosbizzarrendosi; chi facendolo sembrare il baule le fauci di uno squalo, chi una casa dell’orrore con teschi e mani morte o il nido di una tarantola gigante. Ad un orario prestabilito, cominciano ad arrivare i bambini a riscuotere i dolcetti dal bagagliaio dicendo: “Trunk-or-Treat”.
L’evento fornisce un ambiente sicuro e famigliare per gli amanti del “dolcetto o scherzetto”. Con questa ricorrenza si ha la possibilità di passare alcune ore in allegra compagnia e trascorrere un pomeriggio un po’ differente dal solito. Mi ricordo dai racconti di mio padre, che un simile evento veniva festeggiato in occasione del “gabinat” che ricorre il 6 gennaio, nel paese dov'è cresciuto. I ragazzi e le ragazze pronunciando “gabinat” prima di un’altra persona, ricevevano un piccolo regalo oppure il padrino consegnava in quell’occasione il suo regalo di Natale. Oggi giorno questa tradizione non c’è più, e solo le persone di una certa età, si ricordano del “gabinat”, peccato!
Concludendo posso dire che, malgrado si viva in due mondi diversi, le usanze e le tradizioni si assomigliano. Se non fosse solamente il consumismo la ragione di esistere sarebbe ancora meglio.



6 raggi di sole:
Ciao S, e vero usanze e costumi come
halloween sono uguali anche quì in Italia da tempo hanno attraversato l'oceano,solo otto giorni fa ricordo i miei nipoti stranamente vestiti e trucati andavano di casa in casa col dolcetto scherzetto in cambio ricevevano delle caramelle.
un caro saluto.
Tiziano.
Buona festa dell'Immacolata.
Interessante questa modifica della festa di Hallowen, anche se non amo molto questa festa importata dall'America qui in Europa. Spero solo che, anche i disastrati abbiano potuto rialzare un po' il loro morale. Ma perché ultimo post sull'America. Torni a casa? Un cordialissimo saluto.
complimenti è un bellissimo reportage
ciauuu e a rileggerti presto!
Ciao Simona,
sono d'accordo con Esmeralda: è davvero un bel reportage, soprattutto esaurioente e scritto con entusiasmo e passione.
P.S.
Scusa se mi faccio vivo solo adesso, ma da quindici giorni sono in viaggio e incontro delle difficoltà a collegarmi ad Internet.
Cari amici, mi fa piacere leggere che vi è piaciuto il mio articolo sul Halloween americano. Rispondendo alla domanda di Elio, posso comunicarvi che, si, presto torno a casa. Solamente dieci giorni mancano al mio ritorno in patria e ne sono davvero molto felice.
Gli articoli che ho pubblicato riferendomi alla cultura e ai costumi dell'America sono stati pubblicati nel giornale locale del mio paese natio e ho pensato di condividerli pure con voi. In tutto erano tre articoli e questo ne era l'ultimo.
Un abbraccio e a presto
S.
Posta un commento